Il 25 Aprile coincide la festa di S. Marco e la festa della Liberazione.

Da un lato Marco, che sulla base della testimonianza di Pietro ha redatto il Vangelo più antico, il testo della nostra fede; dall’altro la memoria di una giornata-simbolo poiché racchiude in sé il sacrificio l’impegno, la resistenza di coloro che hanno resistito al fatalismo della dittatura e della guerra.
La nostra fede ci chiede di metterci in ascolto e in comunione, perché perché la profezia rifugge l’egocentrismo. Non di meno abbiamo il dovere di leggere, conoscere la storia, perché il futuro senza memoria è una pianta senza radici.
I Padri della Chiesa hanno testimoniato con la vita questa fede, pensata, riflessa, difesa, fondata sulla Parola che non muore. I Padri Costituenti hanno avuto il merito e il coraggio superare lo spirito di fazione, di riconoscere il sacrificio di milioni di vittime innocenti e di trovare nella Costituzione Italiana una meravigliosa sintesi dei valori più alti del Popolo Italiano.
Accostare Costituzione e Vangelo significa tornare alle fonti, alla freschezza di una storia sempre attuale, per prerogative e rischi, storia da conoscere e far propria, per non ricadere negli stessi errori. Storia di cui prendere coscienza, perché l’amore per il nostro Paese e la nostra terra non sia motivo di divisione e contrapposizione ma di unità e condivisione.
Autenticità e freschezza di pensiero, perché non esiste la storia per sentito dire. Autenticità di fede perché non esiste un Cristianesimo per sentito dire. E la libertà non è un modo di dire ma dono e impegno che affonda le sue radici nel sacrificio di tanti.
Il 25 Aprile coincide la festa di S. Marco e la festa della Liberazione.

articoli collegati

SITI NOSTRI AMICI

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img